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	<title>Commenti a: L&#8217;agricoltura verticale salverà il pianeta?</title>
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	<description>Il Blog dedicato al regno vegetale</description>
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		<title>Di: Gianni</title>
		<link>http://www.florablog.it/2008/12/19/lagricoltura-verticale-salvera-il-pianeta/comment-page-1/#comment-472</link>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 10:41:27 +0000</pubDate>
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		<description>Ottimo esempio, e rende perfettamente l&#039;idea della situazione, ma credo (e spero) che la soluzione prospettata da Despommier non sia l&#039;analgesico, almeno potenzialmente...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo esempio, e rende perfettamente l&#8217;idea della situazione, ma credo (e spero) che la soluzione prospettata da Despommier non sia l&#8217;analgesico, almeno potenzialmente&#8230;</p>
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		<title>Di: Peppe da Marsala</title>
		<link>http://www.florablog.it/2008/12/19/lagricoltura-verticale-salvera-il-pianeta/comment-page-1/#comment-471</link>
		<dc:creator>Peppe da Marsala</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 09:59:04 +0000</pubDate>
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		<description>Non volevo dire che voi del blog abbiate qualche interesse particolare nel proporre questa idea. Mi riferivo agli interessi di chi investe in &quot;grandi opere&quot;, omettendo di considerare soluzioni più semplici e di buon senso, appunto perchè queste ultime non fruttano nessun &quot;interesse&quot; per loro. E&#039; come in un aneddoto di K. Trudeau, in un suo libro che parla degli interessi delle case farmaceutiche. Un tizio va dal medico e mentre parla con lui continua a darsi martellate sull&#039;alluce; &quot;dottore l&#039;alluce continua a farmi male, cosa posso fare?&quot; E il medico: &quot;provi con questo analgesico vedrà che il dolore passerà&quot;. Il paziente prende il farmaco ma intanto continua a darsi martellate, quindi dopo un pò torna dal medico dato che il dolore non accenna a diminuire. &quot;Dottore le pillole hanno funzionato per un pò ma adesso è ritornato il dolore&quot;, e il medico: &quot;beh, mi spiace dirlo ma a questo punto non ci rimane altra soluzione che quella di amputare&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non volevo dire che voi del blog abbiate qualche interesse particolare nel proporre questa idea. Mi riferivo agli interessi di chi investe in &#8220;grandi opere&#8221;, omettendo di considerare soluzioni più semplici e di buon senso, appunto perchè queste ultime non fruttano nessun &#8220;interesse&#8221; per loro. E&#8217; come in un aneddoto di K. Trudeau, in un suo libro che parla degli interessi delle case farmaceutiche. Un tizio va dal medico e mentre parla con lui continua a darsi martellate sull&#8217;alluce; &#8220;dottore l&#8217;alluce continua a farmi male, cosa posso fare?&#8221; E il medico: &#8220;provi con questo analgesico vedrà che il dolore passerà&#8221;. Il paziente prende il farmaco ma intanto continua a darsi martellate, quindi dopo un pò torna dal medico dato che il dolore non accenna a diminuire. &#8220;Dottore le pillole hanno funzionato per un pò ma adesso è ritornato il dolore&#8221;, e il medico: &#8220;beh, mi spiace dirlo ma a questo punto non ci rimane altra soluzione che quella di amputare&#8221;.</p>
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		<title>Di: Gianni</title>
		<link>http://www.florablog.it/2008/12/19/lagricoltura-verticale-salvera-il-pianeta/comment-page-1/#comment-469</link>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 09:38:06 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Peppe,
sottoscrivo in pieno quel che dici, questo blog è giovane ma ha, come hai potuto sottolineare, le idee piuttosto chiare per quanto riguarda questi argomenti. Allora perché ho proposto questa tecnica? perché quello che promette, al di là dell&#039;high tech, è molto interessante (pensa all&#039;ottimizzazione dello spazio, alla estrema razionalizzazione dell&#039;acqua, al fatto che i prodotti sono disponibili in loco, alla teorica abolizione di sostanze chimiche, per dirne solo alcune) e se aspettiamo la sensibilizzazione dell&#039;opinione pubblica su questi argomenti temo che il tempo rimasto prima del tracollo totale sia veramente insufficiente. Nel mio piccolo provo a sensibilizzare la gente a cambiare abitudini alimentari, come per es proponendo il piccolo sacrificio di non consumare frutta e verdura non stagionale o che proviene dall&#039;altro capo del mondo, ma è come pretendere di spengere un incendio con un bicchiere... Non mi fraintendere: non mollo il mio atteggiamento, continuerò con le mie idee convinto che se solamente un lettore rifletterà su questi argomenti sarà già una grande conquista. Detto questo ben vengano però ipotetiche soluzioni anche ipertecnologiche, non sono prevenuto a priori, purché si rivelino reali soluzioni e non surrugati di esse. E poi, credimi, Despommier non è uno sprovveduto...
Per ultimo non devi assolutamente scusarti per la completezza del tuo intervento, averne! anzi ti ringrazio per il contributo e per la riflessione, anche se qui, di interessato rispetto alle soluzioni tecnologico-scientifiche, ti assicuro che non c&#039;è proprio niente...
A presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Peppe,<br />
sottoscrivo in pieno quel che dici, questo blog è giovane ma ha, come hai potuto sottolineare, le idee piuttosto chiare per quanto riguarda questi argomenti. Allora perché ho proposto questa tecnica? perché quello che promette, al di là dell&#8217;high tech, è molto interessante (pensa all&#8217;ottimizzazione dello spazio, alla estrema razionalizzazione dell&#8217;acqua, al fatto che i prodotti sono disponibili in loco, alla teorica abolizione di sostanze chimiche, per dirne solo alcune) e se aspettiamo la sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica su questi argomenti temo che il tempo rimasto prima del tracollo totale sia veramente insufficiente. Nel mio piccolo provo a sensibilizzare la gente a cambiare abitudini alimentari, come per es proponendo il piccolo sacrificio di non consumare frutta e verdura non stagionale o che proviene dall&#8217;altro capo del mondo, ma è come pretendere di spengere un incendio con un bicchiere&#8230; Non mi fraintendere: non mollo il mio atteggiamento, continuerò con le mie idee convinto che se solamente un lettore rifletterà su questi argomenti sarà già una grande conquista. Detto questo ben vengano però ipotetiche soluzioni anche ipertecnologiche, non sono prevenuto a priori, purché si rivelino reali soluzioni e non surrugati di esse. E poi, credimi, Despommier non è uno sprovveduto&#8230;<br />
Per ultimo non devi assolutamente scusarti per la completezza del tuo intervento, averne! anzi ti ringrazio per il contributo e per la riflessione, anche se qui, di interessato rispetto alle soluzioni tecnologico-scientifiche, ti assicuro che non c&#8217;è proprio niente&#8230;<br />
A presto</p>
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		<title>Di: Peppe da Marsala</title>
		<link>http://www.florablog.it/2008/12/19/lagricoltura-verticale-salvera-il-pianeta/comment-page-1/#comment-468</link>
		<dc:creator>Peppe da Marsala</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 09:06:57 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Gianni. Scusami ma questo tuo intervento a favore di questa agricoltura altamente tecnologica mi lascia un pò disorientato. Forse ti sei adeguato troppo?? Mi era sembrato che protendevi sempre per una agricoltura legata il più possibile ai ritmi biologici naturali, che non eri molto in sintonia col sistema produttivo serricolo, che a ogni piè sospinto ci incoraggiavi a scegliere solo frutta e verdura di stagione e possibilmente locale, insomma mi stona un pò questo tuo elogio del &quot;high tec&quot; agroalimentare. Io da parte mia non arrivo a essere così ottimista da credere che un sistema del genere non impieghi sostanze estranee ai cicli della natura, sarò disinformato sull&#039;argomento, ma mi sembra strano che possano essere abbandonati i pesticidi e i funghicidi. Vorrei comunque proporre un&#039;altra riflessione, che in questo blog non ho mai avuto occasione di trovare. Una soluzione più semplice potrebbe essere quella di cambiare le nostre abitudini alimentari. Passare ad una alimentazione completamente vegetariana o vegana, o comunque ridurre di moltissimo gli attuali trends di consumo di carne e derivati nei paesi occidentali, sono convinto che risolverebbe gran parte dei problemi suesposti, senza contare che la fame nei paesi del terzo mondo è causata proprio dal fatto che milioni di ettari di terreno dei paesi in via di sviluppo, la gran parte della terra arabile, vengono utilizzati per coltivare vegetali che diventano mangime per animali invece che cibo per gli uomini. L&#039;USDA (Dipartimento di Stato per l&#039;Agricoltura degli Stati Uniti) e le Nazioni Unite dichiarano che utilizzare un ettaro di terra per allevare bovini produce circa 22 kg di proteine. Se invece lo si coltivasse a soia, lo stesso ettaro renderebbe 403 kg di proteine. La zootecnia inoltre spreca preziose risorse idriche. I biologi Paul e Anne Ehrlich fanno notare che per coltivare un kg di frumento servono 200 litri d&#039;acqua, mentre 1 kg di carne richiede dai 20.000 ai 40.000 litri. Secondo il gruppo Vegfam, un terreno di 4 ettari può &quot;dare da mangiare&quot; a 60 persone se viene coltivano a soia, a 24 se coltivato a frumento, a 10 se a granturco e solo a 2 se utilizzato per l&#039;allevamento del bestiame. Negli USA, riducendo anche solo del 10% la produzione di carne si avrebbe cibo vegetale per sfamare 60 milioni di persone: così stima il nutrizionista Jean Mayer. Sessanta milioni di persone sono la popolazione della Gran Bretagna, una nazione, che, detto per inciso, potrebbe sfamare 250 milioni di persone con un&#039;alimentazione completamente vegetale. A questo possiamo aggiungere anche le altre sterminate distese destinate a produrre banane, ananas, caffè, the, cacao, tanto per citare alcuni prodotti di larga produzione coltivati nei paesi poveri e consumati quasi esclusivamente nei paesi ricchi, prodotti che comunque non apportano nessun nutriente indispensabile che non si possa già trovare in una dieta ben equilibrata con prodotti locali, a meno che non vogliamo dar seguito alle ricerche pseudo scientifiche (finanziate da chi??) sulle meravigliose qualità terapeutiche del cioccolato sul cuore. Per avere un cuore sano basta ridurre al minimo (o eliminare per chi riesce) il consumo di carne e derivati, che sono i prodotti che più contribuiscono all&#039;incidenza delle cosiddette malattie del benessere.
Ti chiedo umilmente perdono per la lunga tirata, non vorrei assolutamente sembrare quello che si mette in cattedra, ma l&#039;argomento mi appassiona molto, e mi suonano sempre un pò false e interessate le soluzioni tecnologico-scientifiche mirabolanti, quando le soluzioni vere potrebbero essere molto più semplici e a portata di mano già nelle nostre abitudini quotidiane, come tu stesso tante altre volte ci hai già ricordato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gianni. Scusami ma questo tuo intervento a favore di questa agricoltura altamente tecnologica mi lascia un pò disorientato. Forse ti sei adeguato troppo?? Mi era sembrato che protendevi sempre per una agricoltura legata il più possibile ai ritmi biologici naturali, che non eri molto in sintonia col sistema produttivo serricolo, che a ogni piè sospinto ci incoraggiavi a scegliere solo frutta e verdura di stagione e possibilmente locale, insomma mi stona un pò questo tuo elogio del &#8220;high tec&#8221; agroalimentare. Io da parte mia non arrivo a essere così ottimista da credere che un sistema del genere non impieghi sostanze estranee ai cicli della natura, sarò disinformato sull&#8217;argomento, ma mi sembra strano che possano essere abbandonati i pesticidi e i funghicidi. Vorrei comunque proporre un&#8217;altra riflessione, che in questo blog non ho mai avuto occasione di trovare. Una soluzione più semplice potrebbe essere quella di cambiare le nostre abitudini alimentari. Passare ad una alimentazione completamente vegetariana o vegana, o comunque ridurre di moltissimo gli attuali trends di consumo di carne e derivati nei paesi occidentali, sono convinto che risolverebbe gran parte dei problemi suesposti, senza contare che la fame nei paesi del terzo mondo è causata proprio dal fatto che milioni di ettari di terreno dei paesi in via di sviluppo, la gran parte della terra arabile, vengono utilizzati per coltivare vegetali che diventano mangime per animali invece che cibo per gli uomini. L&#8217;USDA (Dipartimento di Stato per l&#8217;Agricoltura degli Stati Uniti) e le Nazioni Unite dichiarano che utilizzare un ettaro di terra per allevare bovini produce circa 22 kg di proteine. Se invece lo si coltivasse a soia, lo stesso ettaro renderebbe 403 kg di proteine. La zootecnia inoltre spreca preziose risorse idriche. I biologi Paul e Anne Ehrlich fanno notare che per coltivare un kg di frumento servono 200 litri d&#8217;acqua, mentre 1 kg di carne richiede dai 20.000 ai 40.000 litri. Secondo il gruppo Vegfam, un terreno di 4 ettari può &#8220;dare da mangiare&#8221; a 60 persone se viene coltivano a soia, a 24 se coltivato a frumento, a 10 se a granturco e solo a 2 se utilizzato per l&#8217;allevamento del bestiame. Negli USA, riducendo anche solo del 10% la produzione di carne si avrebbe cibo vegetale per sfamare 60 milioni di persone: così stima il nutrizionista Jean Mayer. Sessanta milioni di persone sono la popolazione della Gran Bretagna, una nazione, che, detto per inciso, potrebbe sfamare 250 milioni di persone con un&#8217;alimentazione completamente vegetale. A questo possiamo aggiungere anche le altre sterminate distese destinate a produrre banane, ananas, caffè, the, cacao, tanto per citare alcuni prodotti di larga produzione coltivati nei paesi poveri e consumati quasi esclusivamente nei paesi ricchi, prodotti che comunque non apportano nessun nutriente indispensabile che non si possa già trovare in una dieta ben equilibrata con prodotti locali, a meno che non vogliamo dar seguito alle ricerche pseudo scientifiche (finanziate da chi??) sulle meravigliose qualità terapeutiche del cioccolato sul cuore. Per avere un cuore sano basta ridurre al minimo (o eliminare per chi riesce) il consumo di carne e derivati, che sono i prodotti che più contribuiscono all&#8217;incidenza delle cosiddette malattie del benessere.<br />
Ti chiedo umilmente perdono per la lunga tirata, non vorrei assolutamente sembrare quello che si mette in cattedra, ma l&#8217;argomento mi appassiona molto, e mi suonano sempre un pò false e interessate le soluzioni tecnologico-scientifiche mirabolanti, quando le soluzioni vere potrebbero essere molto più semplici e a portata di mano già nelle nostre abitudini quotidiane, come tu stesso tante altre volte ci hai già ricordato.</p>
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		<title>Di: Gianni</title>
		<link>http://www.florablog.it/2008/12/19/lagricoltura-verticale-salvera-il-pianeta/comment-page-1/#comment-464</link>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 11:27:30 +0000</pubDate>
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		<description>è che dalle alte sfere continuano incessanti gli appelli all&#039;ottimismo, che faccio, non mi adeguo?...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è che dalle alte sfere continuano incessanti gli appelli all&#8217;ottimismo, che faccio, non mi adeguo?&#8230;</p>
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		<title>Di: lozonta</title>
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		<dc:creator>lozonta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:56:40 +0000</pubDate>
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		<description>vedi che ravanando ravanando ogni tanto una buona notizia la riesci a scovare... ultimamente mi sembri abbastanza ottimista sarà l&#039;atmosfera natalizia?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vedi che ravanando ravanando ogni tanto una buona notizia la riesci a scovare&#8230; ultimamente mi sembri abbastanza ottimista sarà l&#8217;atmosfera natalizia?!</p>
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