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	<title>Commenti a: L&#8217;Italia e la grande fuga dall&#8217;agricoltura: ci salverà la crisi?</title>
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	<link>http://www.florablog.it/2009/04/08/litalia-e-la-grande-fuga-dallagricoltura-ci-salvera-la-crisi/</link>
	<description>Il Blog dedicato al regno vegetale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 10:56:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Carolemico</title>
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		<dc:creator>Carolemico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 02:45:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao, questo post mi era sfuggito, come commento potrei dire tanto ma non c&#039;u00e8 lo spazio materiale, date invece un&#039;occhiata a questo postnhttp://carolemico.myblog.it/archive/2009/12/03/io-e-la-mia-terra.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, questo post mi era sfuggito, come commento potrei dire tanto ma non c&#8217;u00e8 lo spazio materiale, date invece un&#8217;occhiata a questo postnhttp://carolemico.myblog.it/archive/2009/12/03/io-e-la-mia-terra.html</p>
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		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.florablog.it/2009/04/08/litalia-e-la-grande-fuga-dallagricoltura-ci-salvera-la-crisi/comment-page-1/#comment-975</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 19:36:54 +0000</pubDate>
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		<description>ripeto solo un piccolo particolare, fare agricoltura deve significare comunque fare impresa, quindi, l&#039;impresa &quot;sana&quot; si fa partendo da una idea di impresa che va elaborata, studiata, pensata e messa in pratica partendo da se stessi, dalle proprie capacità prima di tutto, poi dalle possibilità di mercato reali, attuali e future e nella valutazione delle possibilità future metterci pure la considerazione di quello che avverrà in futuro nel settore in cui ci si butta quando sul mercato arriveranno tanti altri &quot;dritti&quot; foraggiati dai contributi, tu Stefano dici che i piani di sviluppo rurale sono un&#039;altra cosa, ma se diventano tutti uguali, faranno di nuovo folla, è vero che questi sono un pò più allargati dei soliti ma sempre folla fanno o faranno.

per me, se proprio devono aiutare le imprese, agricole o altre non importa, gli aiuti li devono concedere solo in credito, cioè devono restituire tutto, ovviamente a tassi agevolati, con delle elasticità nella restituzione se nel caso ci si trovi in difficoltà momentanee ma devono restituire tutto, fino all&#039;ultimo centesimo e con i dovuti interessi, se pure comunque agevolati.

se quando hanno finanziato gli asparagi nel 97 avessero imposto la restituzione del credito, i &quot;dritti&quot; non avrebbero inondato il mercato di asparagi, li avrebbero fatti meglio perchè nei conti in base ai quali si definisce il prezzo avrebbero considerato anche gli ammortamenti dell&#039;investimento ed avrebbero lavorato anche meglio evitando di inondare il mercato di asparagi puzzolenti come ovviamente fà chi non ha sofferto per creare un impresa e un mercato, noi non ci saremmo sentiti dire &quot;quest&#039;anno gli asparagi pugliesi non si possono mangiare&quot;, noi ce la cavammo comunque perchè avevamo i nostri contatti fissi che assorbivano gran parte della produzione ma i prezzi si rifecero anche in base a quelle porcherie e comunque la botta la sentimmo.

ricapitolando, finanziamenti si ma con criteri di vera impresa e con il presupposto inderogabile della restituzione del capitale, in fondo se si facesse così sempre, i finanziameni dovrebbero essere finanziati per solo un paio di anni, dopo di che con le restituzioni dei primi finanziati si alimenterebbe il sistema rendendo disponibili ai successivi beneficiari gli stessi capitali senza chiedere più ai comuni cittadini delle tasse assurde per tenere in piedi questo sistema che non crea nulla di concreto mai, anzi distrugge tutto ciò che finanzia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ripeto solo un piccolo particolare, fare agricoltura deve significare comunque fare impresa, quindi, l&#8217;impresa &#8220;sana&#8221; si fa partendo da una idea di impresa che va elaborata, studiata, pensata e messa in pratica partendo da se stessi, dalle proprie capacità prima di tutto, poi dalle possibilità di mercato reali, attuali e future e nella valutazione delle possibilità future metterci pure la considerazione di quello che avverrà in futuro nel settore in cui ci si butta quando sul mercato arriveranno tanti altri &#8220;dritti&#8221; foraggiati dai contributi, tu Stefano dici che i piani di sviluppo rurale sono un&#8217;altra cosa, ma se diventano tutti uguali, faranno di nuovo folla, è vero che questi sono un pò più allargati dei soliti ma sempre folla fanno o faranno.</p>
<p>per me, se proprio devono aiutare le imprese, agricole o altre non importa, gli aiuti li devono concedere solo in credito, cioè devono restituire tutto, ovviamente a tassi agevolati, con delle elasticità nella restituzione se nel caso ci si trovi in difficoltà momentanee ma devono restituire tutto, fino all&#8217;ultimo centesimo e con i dovuti interessi, se pure comunque agevolati.</p>
<p>se quando hanno finanziato gli asparagi nel 97 avessero imposto la restituzione del credito, i &#8220;dritti&#8221; non avrebbero inondato il mercato di asparagi, li avrebbero fatti meglio perchè nei conti in base ai quali si definisce il prezzo avrebbero considerato anche gli ammortamenti dell&#8217;investimento ed avrebbero lavorato anche meglio evitando di inondare il mercato di asparagi puzzolenti come ovviamente fà chi non ha sofferto per creare un impresa e un mercato, noi non ci saremmo sentiti dire &#8220;quest&#8217;anno gli asparagi pugliesi non si possono mangiare&#8221;, noi ce la cavammo comunque perchè avevamo i nostri contatti fissi che assorbivano gran parte della produzione ma i prezzi si rifecero anche in base a quelle porcherie e comunque la botta la sentimmo.</p>
<p>ricapitolando, finanziamenti si ma con criteri di vera impresa e con il presupposto inderogabile della restituzione del capitale, in fondo se si facesse così sempre, i finanziameni dovrebbero essere finanziati per solo un paio di anni, dopo di che con le restituzioni dei primi finanziati si alimenterebbe il sistema rendendo disponibili ai successivi beneficiari gli stessi capitali senza chiedere più ai comuni cittadini delle tasse assurde per tenere in piedi questo sistema che non crea nulla di concreto mai, anzi distrugge tutto ciò che finanzia.</p>
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		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.florablog.it/2009/04/08/litalia-e-la-grande-fuga-dallagricoltura-ci-salvera-la-crisi/comment-page-1/#comment-966</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 13:41:47 +0000</pubDate>
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		<description>Da una parte giuseppe hai ragione: in poche parole bisogna promuovere la filiera corta,diminuire i passaggi tra produtore e consumatore e puntare sulla qualità dei prodotti. Lo so che purtroppo oggi non è facile per voi agricoltori, che dovete fare i conti anche con le varie carte. Infatti in agricoltura bisogna metterci in testa che i contributi sono aiuti in quanto tali, non risolvono il problema del guadagno (invece la gente crede ancora di si...);l&#039;azienda fa l&#039;investimento indipendentemente dalla possibilità di riceverne. Pero&#039; qui si sta parlando di contributi per lo sviluppo rurale e l&#039;incremento dell&#039;occupazione in agricoltura; quelli di cui parli tu sono gli aiuti alle produzioni che rientrano in un altro comparto della PAC. E hai detto bene, sono poca cosa e tutti ci si fiondano; ma prova a chiederti il perchè?? perchè se si osserva la cosa in generale, si nota la cosa che dicevo prima: non è come hai detto tu che dove ci sono i contriibuti c&#039;è la fame perchè tutti ci vanno...la fame c&#039;è già da prima e i problemi sono legati a molteplici fattori, ambientali, sociali, economici; i costi di produzione alti portano al conseguente calo del mercato, che porta tutti a &quot;raschiare il fondo del barile&quot;. Quindi secondo me c&#039;è bisogno di dirottare fondi verso settori diversi da quelli degli aiuti alle produzioni (sviluppo rurale e primo insediamento in primis) che, tra l&#039;altro ora, non sono più legati alla quantità di prodotto coltivato, ma bensi alla superficie che ogni anno viene tenuta in produzione, cioè il cosiddetto DISACCOPPIAMENTO.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da una parte giuseppe hai ragione: in poche parole bisogna promuovere la filiera corta,diminuire i passaggi tra produtore e consumatore e puntare sulla qualità dei prodotti. Lo so che purtroppo oggi non è facile per voi agricoltori, che dovete fare i conti anche con le varie carte. Infatti in agricoltura bisogna metterci in testa che i contributi sono aiuti in quanto tali, non risolvono il problema del guadagno (invece la gente crede ancora di si&#8230;);l&#8217;azienda fa l&#8217;investimento indipendentemente dalla possibilità di riceverne. Pero&#8217; qui si sta parlando di contributi per lo sviluppo rurale e l&#8217;incremento dell&#8217;occupazione in agricoltura; quelli di cui parli tu sono gli aiuti alle produzioni che rientrano in un altro comparto della PAC. E hai detto bene, sono poca cosa e tutti ci si fiondano; ma prova a chiederti il perchè?? perchè se si osserva la cosa in generale, si nota la cosa che dicevo prima: non è come hai detto tu che dove ci sono i contriibuti c&#8217;è la fame perchè tutti ci vanno&#8230;la fame c&#8217;è già da prima e i problemi sono legati a molteplici fattori, ambientali, sociali, economici; i costi di produzione alti portano al conseguente calo del mercato, che porta tutti a &#8220;raschiare il fondo del barile&#8221;. Quindi secondo me c&#8217;è bisogno di dirottare fondi verso settori diversi da quelli degli aiuti alle produzioni (sviluppo rurale e primo insediamento in primis) che, tra l&#8217;altro ora, non sono più legati alla quantità di prodotto coltivato, ma bensi alla superficie che ogni anno viene tenuta in produzione, cioè il cosiddetto DISACCOPPIAMENTO.</p>
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		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.florablog.it/2009/04/08/litalia-e-la-grande-fuga-dallagricoltura-ci-salvera-la-crisi/comment-page-1/#comment-964</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 12:44:39 +0000</pubDate>
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		<description>tra un mese 41anni
ciao gianni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tra un mese 41anni<br />
ciao gianni.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.florablog.it/2009/04/08/litalia-e-la-grande-fuga-dallagricoltura-ci-salvera-la-crisi/comment-page-1/#comment-963</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 12:44:01 +0000</pubDate>
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		<description>per i contributi, consiglio di starne alla larga a meno chè non te li trovi davanti, cioè... per esempio, io ho deciso di fare biologico ed ho fatto il biologico, ovviamente ci sono dentro e sarebbe stupido rinunciarvi quindi prendo i contributi annuali per il biologico, ma se avessi dovuto decidere di fare il biologico per prendere i contributi avrei fatto una grande stupidagine, mi spiego meglio
l&#039;agricoltore deve fare il lavoro o l&#039;investimento che si sente di fare senza andare a guardare si ci sono o no i contributi e, fare i suoi conti in base ad una vera idea di impresa che non può basarsi sugli aiuti esterni ma solo su calcoli matematici ed economici, poi, se mi conviene vado a vedere anche se ci sono i contributi e in tal caso incomincio a preoccuparmi... perchè?
perchè, tanto per fare un altro esempio di vita vissuta, dal 1989 abbiamo coltivato asparagi guadagnandoci una bella cifra, anche 50 milioni di lire in un ettaro, ma ci volevano più di 30milioni di investimento iniziale e un anno di mancato raccolto, ma poi tutto tornava.
nel 1997 furono stanziati dei contributi a fondo perduto per la coltivazione degli asparagi, dopo un anno, quando andarono in produzione quella marea di &quot;campi dei contributi&quot; il mercato crollò e noi che un solo anno prima avevamo rinnovato i campi ed avevamo da ammortizzare le spese ci abbiamo rimesso.
morale, quando ci sono i contributi si crea folla in un settore e la folla fa la fame del settore come mio nonno ci lasciò detto tra i suoi tanti saggi proverbi... 
&quot;n&#039;dò stà a foll c&#039; stà a fàm&quot; 
tradotto &quot;dove c&#039;è la folla c&#039;è la fame&quot;

non aggiungo altro anche perchè devo andare a fare la mia seconda giornata di lavoro (la prima giornata la mattina e la seconda da ora... sennò ci vogliono gli operai)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per i contributi, consiglio di starne alla larga a meno chè non te li trovi davanti, cioè&#8230; per esempio, io ho deciso di fare biologico ed ho fatto il biologico, ovviamente ci sono dentro e sarebbe stupido rinunciarvi quindi prendo i contributi annuali per il biologico, ma se avessi dovuto decidere di fare il biologico per prendere i contributi avrei fatto una grande stupidagine, mi spiego meglio<br />
l&#8217;agricoltore deve fare il lavoro o l&#8217;investimento che si sente di fare senza andare a guardare si ci sono o no i contributi e, fare i suoi conti in base ad una vera idea di impresa che non può basarsi sugli aiuti esterni ma solo su calcoli matematici ed economici, poi, se mi conviene vado a vedere anche se ci sono i contributi e in tal caso incomincio a preoccuparmi&#8230; perchè?<br />
perchè, tanto per fare un altro esempio di vita vissuta, dal 1989 abbiamo coltivato asparagi guadagnandoci una bella cifra, anche 50 milioni di lire in un ettaro, ma ci volevano più di 30milioni di investimento iniziale e un anno di mancato raccolto, ma poi tutto tornava.<br />
nel 1997 furono stanziati dei contributi a fondo perduto per la coltivazione degli asparagi, dopo un anno, quando andarono in produzione quella marea di &#8220;campi dei contributi&#8221; il mercato crollò e noi che un solo anno prima avevamo rinnovato i campi ed avevamo da ammortizzare le spese ci abbiamo rimesso.<br />
morale, quando ci sono i contributi si crea folla in un settore e la folla fa la fame del settore come mio nonno ci lasciò detto tra i suoi tanti saggi proverbi&#8230;<br />
&#8220;n&#8217;dò stà a foll c&#8217; stà a fàm&#8221;<br />
tradotto &#8220;dove c&#8217;è la folla c&#8217;è la fame&#8221;</p>
<p>non aggiungo altro anche perchè devo andare a fare la mia seconda giornata di lavoro (la prima giornata la mattina e la seconda da ora&#8230; sennò ci vogliono gli operai)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni</title>
		<link>http://www.florablog.it/2009/04/08/litalia-e-la-grande-fuga-dallagricoltura-ci-salvera-la-crisi/comment-page-1/#comment-962</link>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 12:39:49 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Giuseppe, è molto interessante la tua esperienza, la dice lunga su cosa puntare per una rinascita dell&#039;agricoltura in Italia... se non sono indiscreto, da quale parte stai nella statistica, tra gli under, tra gli over o nel mezzo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Giuseppe, è molto interessante la tua esperienza, la dice lunga su cosa puntare per una rinascita dell&#8217;agricoltura in Italia&#8230; se non sono indiscreto, da quale parte stai nella statistica, tra gli under, tra gli over o nel mezzo?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.florablog.it/2009/04/08/litalia-e-la-grande-fuga-dallagricoltura-ci-salvera-la-crisi/comment-page-1/#comment-961</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 12:29:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.florablog.it/?p=699#comment-961</guid>
		<description>io ho rinunciato a fare tutto ciò che comporta la necessità di mano d&#039;opera esterna, cioè, 23ettari di terreni coltivati così, 1,5ettari di vigna, 4 ettari di orto in rotazione, 2 ettari tra incolto e lago artificiale e il resto, l&#039;anno scorso tutto a grano, quest&#039;anno tutto a girasole.
è vero che non favorisco l&#039;occupazione e che devo farmi un (.....) così per tirare avanti da solo, però niente mano d&#039;opera e il guadagno è tutto netto, è anche vero che non và tutto bene, nel senso che spesso qualche campo finisce trascurato, ma quello che riesco a fare faccio e, visto che ci devo campare solo io mi basta.
l&#039;orto è tutto destinato alla vandita diretta (quindi bene o male siamo sempre sui 100€ a quintale, altro che i 25/30 che pagano i grossisti), quello che riesco a raccogliere raccolgo e quello che non riesco a raccogliere ritorna alla terra come concime.
è sicuramente una visione drastica della cosa ma facendo come gli altri, ho già perso troppi soldi e anche un pò di capitali, invece da quando ho preso questa decisione 3anni fà ho bloccato l&#039;emorragia di capitali e addirittura ho ricominciato a risalire anche se (per ora) molto lentamente, ma se lo confrontiamo alla recessione che c&#039;è in giro, altro che &quot;lentamente&quot;.
forse, quest&#039;anno comincerò ad assumere un operaio fisso e ovviamente lo regolarizzerò perchè le richieste per gli ortaggi ci sono davvero e sono ormai tante, e per questo ho spinto l&#039;orto fino ai 4 ettari, ma è tutto da vedere, non mi farò nessuno scrupolo di lasciare in campo eventuali eccedenze se non riuscirò a raccoglierle, non certo per difetto di richiesta ma proprio per evitare di impelagarmi in problemi proprio di mano d&#039;opera e leggi assurde.
tanto per... faccio tutto tutto biologico e anche questo mi ha permesso di ridurre drasticamente le spese fisse cosicchè nonostante le dimensioni dell&#039;azienda non rischio tanto come investimenti di inizio stagione, niente chimica, niente spese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io ho rinunciato a fare tutto ciò che comporta la necessità di mano d&#8217;opera esterna, cioè, 23ettari di terreni coltivati così, 1,5ettari di vigna, 4 ettari di orto in rotazione, 2 ettari tra incolto e lago artificiale e il resto, l&#8217;anno scorso tutto a grano, quest&#8217;anno tutto a girasole.<br />
è vero che non favorisco l&#8217;occupazione e che devo farmi un (&#8230;..) così per tirare avanti da solo, però niente mano d&#8217;opera e il guadagno è tutto netto, è anche vero che non và tutto bene, nel senso che spesso qualche campo finisce trascurato, ma quello che riesco a fare faccio e, visto che ci devo campare solo io mi basta.<br />
l&#8217;orto è tutto destinato alla vandita diretta (quindi bene o male siamo sempre sui 100€ a quintale, altro che i 25/30 che pagano i grossisti), quello che riesco a raccogliere raccolgo e quello che non riesco a raccogliere ritorna alla terra come concime.<br />
è sicuramente una visione drastica della cosa ma facendo come gli altri, ho già perso troppi soldi e anche un pò di capitali, invece da quando ho preso questa decisione 3anni fà ho bloccato l&#8217;emorragia di capitali e addirittura ho ricominciato a risalire anche se (per ora) molto lentamente, ma se lo confrontiamo alla recessione che c&#8217;è in giro, altro che &#8220;lentamente&#8221;.<br />
forse, quest&#8217;anno comincerò ad assumere un operaio fisso e ovviamente lo regolarizzerò perchè le richieste per gli ortaggi ci sono davvero e sono ormai tante, e per questo ho spinto l&#8217;orto fino ai 4 ettari, ma è tutto da vedere, non mi farò nessuno scrupolo di lasciare in campo eventuali eccedenze se non riuscirò a raccoglierle, non certo per difetto di richiesta ma proprio per evitare di impelagarmi in problemi proprio di mano d&#8217;opera e leggi assurde.<br />
tanto per&#8230; faccio tutto tutto biologico e anche questo mi ha permesso di ridurre drasticamente le spese fisse cosicchè nonostante le dimensioni dell&#8217;azienda non rischio tanto come investimenti di inizio stagione, niente chimica, niente spese.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.florablog.it/2009/04/08/litalia-e-la-grande-fuga-dallagricoltura-ci-salvera-la-crisi/comment-page-1/#comment-957</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 11:20:43 +0000</pubDate>
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		<description>Infatti, credo che le esperienze negative aiutino a mantenere una discussione ricca di contenuti e costruttiva...
A parte tutto lozonta, aziende che prendono i contributi ci sono, anche io ho gestito molte domande di finanziamento andate a buon fine. I cosiddetti contributi sono tuttavia subordinati a un regime di progetti accostati a investimenti fatti in azienda (conosco aziende che, assicuro, hanno speso milioni di euro per realizzare cantine, caseifici ecc). Per cui lo Stato che ti concede il contributo (fino al 60% delle spese sostenute e rendicontate, in alcuni casi), vuole vedere anke che i soldi che ti da siano stati spesi. E l&#039;agricoltore spesso si rende poco conto dell&#039;aiuto, perchè, appunto, ne spende altrettanti. Poi, il discorso su quanto questi aiuti siano efficaci è un altro paio di maniche: tutt&#039;oggi, a quanto pare, sembra poco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti, credo che le esperienze negative aiutino a mantenere una discussione ricca di contenuti e costruttiva&#8230;<br />
A parte tutto lozonta, aziende che prendono i contributi ci sono, anche io ho gestito molte domande di finanziamento andate a buon fine. I cosiddetti contributi sono tuttavia subordinati a un regime di progetti accostati a investimenti fatti in azienda (conosco aziende che, assicuro, hanno speso milioni di euro per realizzare cantine, caseifici ecc). Per cui lo Stato che ti concede il contributo (fino al 60% delle spese sostenute e rendicontate, in alcuni casi), vuole vedere anke che i soldi che ti da siano stati spesi. E l&#8217;agricoltore spesso si rende poco conto dell&#8217;aiuto, perchè, appunto, ne spende altrettanti. Poi, il discorso su quanto questi aiuti siano efficaci è un altro paio di maniche: tutt&#8217;oggi, a quanto pare, sembra poco.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gianni</title>
		<link>http://www.florablog.it/2009/04/08/litalia-e-la-grande-fuga-dallagricoltura-ci-salvera-la-crisi/comment-page-1/#comment-956</link>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 10:36:16 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao lozonta, credo invece che anche la tua testimonianza valga per far capire in che stato versa la nostra agricoltura, tra eccessi di burocrazia, fondi mal gestiti e espedienti &quot;all&#039;italiana&quot; spesso in buona fede ma che cmq contravvengono regole e leggi che come si sa, per noi italiani, sono spesso un ingombrante accessorio...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao lozonta, credo invece che anche la tua testimonianza valga per far capire in che stato versa la nostra agricoltura, tra eccessi di burocrazia, fondi mal gestiti e espedienti &#8220;all&#8217;italiana&#8221; spesso in buona fede ma che cmq contravvengono regole e leggi che come si sa, per noi italiani, sono spesso un ingombrante accessorio&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: lozonta</title>
		<link>http://www.florablog.it/2009/04/08/litalia-e-la-grande-fuga-dallagricoltura-ci-salvera-la-crisi/comment-page-1/#comment-955</link>
		<dc:creator>lozonta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 10:29:21 +0000</pubDate>
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		<description>libero di non crederci ma è andata proprio così... cmq credo che non interessi a nessuno e sto&#039; già cercando di farmi difendere da avvocati visto che i coltivatori (quasi tutti...) di fronte all&#039;inps suggeriscono di pagare e zitti. per favore chiudiamo qui altrimenti quello che speravo potesse servire come avvertimento per altri sprovveduti come me diventa un tormentone senza senso. dichiaro ufficialmente aperto (gianni permettendo) il momento delle testimonianze positive così ci risolleviamo il morale...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>libero di non crederci ma è andata proprio così&#8230; cmq credo che non interessi a nessuno e sto&#8217; già cercando di farmi difendere da avvocati visto che i coltivatori (quasi tutti&#8230;) di fronte all&#8217;inps suggeriscono di pagare e zitti. per favore chiudiamo qui altrimenti quello che speravo potesse servire come avvertimento per altri sprovveduti come me diventa un tormentone senza senso. dichiaro ufficialmente aperto (gianni permettendo) il momento delle testimonianze positive così ci risolleviamo il morale&#8230;</p>
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