Masticare semi di anice favorisce la digestione e profuma l'alito
L’anice verde (Pimpinella anisum L.) della famiglia delle Umbelliferae è una pianta erbacea annuale spontanea, alta circa 80 cm., originaria delle zone del bacino Mediterraneo. Le foglie non sono molto numerose e sembrano differenti per forma, secondo la posizione che occupano lungo i fusti. I fiori sono piccoli, biancastri, e disposti in infiorescenze a forma di ombrella. Molti la conoscono soltanto per il suo contributo nei dolci, in realtà è utile su molti fronti, primo fra tutti la cattiva digestione e la sonnolenza successiva al pranzo. Nell’antica Roma, secondo Plinio il Vecchio aveva 2 caratteristiche: stimolare il sonno e risaltare la freschezza del viso. Le parti utilizzate sono i frutti (chiamati erroneamente semi), che contengono olio essenziale ricco di anetolo (70-90%), flavonoidi e cumarine. L’olio essenziale, ricco di anetolo e carvacrolo, è la parte generalmente usata in fitoterapia.L’anice ha azione calmante, tonificante dello stomaco e digestiva, insieme al finocchio fa parte delle piante che regolano l’attività gastrointestinale. Ha un’azione utile nella dispepsia, nei dolori intestinali, stimola le funzioni digestive ed è utile contro il meteorismo (inibisce la formazione di processi fermentativi). Importante anche la stimolazione delle secrezioni delle ghiandole, quindi anche quella mammaria, rendendo il latte materno più gradevole. Sembra che combatta anche l’affaticamento cerebrale e di conseguenza anche la cefalea.
Agisce come espettorante sull’apparato respiratorio facilitando l’eliminazione del muco.
Attenzione a non esagerare con l’olio essenziale perché può essere tossico, mentre l’uso dei frutti è molto più sicuro. Farsi una bella tisana digestiva, dopo aver mangiato più pesantemente del solito, non crea nessun problema. La tisana si può preparare usando un cucchiaino di frutti in un bicchiere d’acqua.
Masticare a fine pasto dei semi leggermente tostati serve da digestivo e profuma l’alito.
In questo periodo di esposizione ai raggi solari, bisogna fare attenzione perché l’uso facilita gli eritemi, in altri casi la pianta può considerarsi sicura.
Possibile potenziamento della gastrolesività da FANS o da cortisonici.
Foto di FotoosVanRobin

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