Pettirosso
Nel vedere le foto dei post di ieri e di oggi a un visitatore di passaggio sembrerà di essere capitato su “Animalblog” o qualcosa del genere. Niente paura, siete sempre su Florablog e mucche al pascolo e il pettirosso di cui sopra rientrano nella normalità: ieri l’argomento era infatti l’impronta ecologica determinata dalle nostre scelte alimentari e l’ambiente in generale (da sempre temi ricorrenti su questo blog), mentre oggi si parla dei migliori alleati su cui possiamo contare nella lotta biologica a difesa delle nostre piante, ovvero gli uccelli insettivori.
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Ennesimo studio: mangiare carne contribuisce al riscaldamento globale

Non facciamoci l’abitudine, sarebbe troppo bello. Parlo dell’ottimo clima che sta interessando l’Italia in questi giorni anche se, obietterà qualcuno, siamo in piena estate e di pioggia nelle spiagge e di neve in montagna se ne farebbe molto volentieri a meno. Personalmente preferisco queste temperature al caldo infernale sperimentato non più tardi di due settimane fa ma il punto non è certo questo: siamo, a livello mondiale, un’eccezione, anomala quanto si vuole (specie per quello che è chiamato il Belpaese), ma pur sempre un’eccezione. A Mosca nei giorni scorsi infatti i termometri hanno segnato punte di 40° C e in buona parte degli Stati Uniti le cose non sono andate certo meglio visto che si sono registrate temperature superiori ai 43° C che hanno causato 22 morti e una moria di bestiame in Minnesota e in South Dakota; per tacere della devastante siccità che sta interessando la Somalia, la peggiore degli utlimi 60 anni… Rincara la dose un articolo apparso sul Fatto quotidiano riportante uno studio americano che afferma come tra 30 anni il Polo Nord rimarrà senza ghiacci durante la stagione estiva, previsione che anticipa di ben 40 anni quella che sembra un’inevitabile conseguenza del riscaldamento globale…

Già, il riscaldamento globale. Quando si tocca questo argomento, a parte la maggioranza di chi assume un atteggiamento “agnostico” (di gran lunga l’approccio peggiore), si trovano sempre due fazioni nettamente contrapposte fra chi crede che l’impatto dell’uomo sia determinante nell’aumento del global warming e chi, come i negazionisti, ritengono che le cause del riscaldamento globale siano da ricercare altrove. A smentire quest’ultima tesi arriva l’ennesimo studio che dimostra come mangiare contribuisca ad aumentare la febbre del Pianeta.

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Cosa coltivare nell’orto, S come spinacio

26 lug 2011 In: Orto

Cosa coltivare nell'orto, S come spinacio
Non coltivatelo per poi mangiarlo nel bel mezzo di una scazzottata nella quale state quasi per soccombere, e neanche per assumere enormi quantità di ferro, per lo più un mito da sfatare. No, il “Cosa coltivare nell’orto” di oggi non vi serve per questi motivi (o almeno non solo per questi…), ma per avere un ottimo prodotto, buono e versaltile e tra i pochi disponibili fino ad autunno inoltrato (e oltre): lo spinacio.
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Dagli ortaggi estivi un pieno di vitamine e sali minerali
Dopo l’approfondimento sulla frutta di stagione completo l’argomento legato a vitamine e sali minerali con una veloce carrellata sugli ortaggi estivi e sulle sostanze benefiche in essi contenute. Prima però, visto che delle vitamine s’è già detto, due parole sui sali minerali.
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Alberi monumentali, i faggi di Canfaito, San Severino Marche (MC)

Notevole anche la terza segnalazione di Angelo, ormai un habitué di queste pagine: dopo il Castagno dei Cento Cavalli e il Castagno Sant’Agata (detto anche della nave) mi manda le foto di addirittura tre alberi piuttosto famosi e conosciuti come i faggi di Canfaito.

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Lotta biologica, le trappole cromotropiche
No, quello che vedete nella foto non è un malriuscito tentativo di arte contemporanea  ma qualcosa che può tornare molto utile nella difesa delle vostre piante: una trappola cromotropica.
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Varietà di pomodoro, il nero di Crimea

20 lug 2011 In: Orto


In questa stagione, rispetto a quella dell’anno scorso (anno della Biodiversità), non ho sponsorizzato né piantato varietà di pomodoro particolarmente strane. L’esperienza passata infatti è stata caratterizzata da luci e ombre: devo dire che tutte sono riuscite piuttosto bene ma le piante “strane” hanno in generale manifestato una tendenza ad ammalarsi molto più spiccata rispetto a quelle comunemente coltivate, e questo a parità di trattamento; con poche eccezioni infatti i pomodori presentavano vistosi sintomi di malattie fungine che i loro vicini più comuni non avevano, nonostante i trattamenti a base di prodotti rameici fossero stati somministrati in egual misura. Le uniche due varietà a non subire particolari danni sono state il piccolo e simpatico Spoon e il buonissimo Feuerwerk, puntualmente riseminati anche quest’anno; per quest’ultimo mi sarebbe davvero dispiaciuto registrare una qualche debolezza perchè a mio modestissimo parere è un pomodoro davvero buono che ha anche l’indubbio vantaggio di presentare una buccia veramente sottile e un’ottima produttività, caratteristiche che hanno spinto anche la cerchia di “ortolani” che conosco a riproporne la coltivazione anche quest’anno.
Oltre a queste due, l’unica eccezione alla coltura di varietà convenzionali e di sicura resa è un pomodoro che molti di voi conosceranno ma che per me rappresenta una novità anche se solo per quanto riguarda la sua coltura diretta perché il nero di Crimea è piuttosto famoso e da qualche tempo anche periodicamente al centro delle informazioni sulla nostra salute.
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Cosa coltivare nell’orto, C come cavolo nero

19 lug 2011 In: Orto

Cosa coltivare nell'orto, C come cavolo nero
È più forte di me, non riesco a farmene una ragione. Perché un ortaggio del genere e con le proprietà che possiede (buonissimo in cucina per il suo delicato sapore, facilissimo da coltivare e uno dei pochi ortaggi che è possibile coltivare anche in inverno) non può rimanere relegato solo nei confini della Toscana o poco più. Parlo del cavolo nero, uno dei simboli culinari della mia regione (è ingrediente imprescindibile della ribollita), ingiustamente snobbato nel resto del Paese nonostante i vantaggi sopra elencati. Proprio per diffonderne la coltura un po’ ovunque, ecco qualche dritta su come farlo crescere al meglio, anche perché è in questo mese che si può seminare.
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Vitamine & Co. Dalla frutta estiva tutto quello che serve per la nostra salute
Torno di nuovo su un argomento che mi sta particolarmente a cuore, la frutta di stagione (che in questo periodo offre una varietà e una qualità che non si ritrovano mai nel resto dell’anno), per affrontarlo non nell’aspetto organolettico, cioè quello che interessa i nostri sensi (ma quant’è buona la frutta estiva?!?), ma per parlare degli aspetti più prettamente salutistici, spostando l’attenzione in particolare sui minerali e soprattutto su un gruppo di sostanze organiche indispensabili per la nostra stessa esistenza: le vitamine.
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Alberi monumentali, il libocedro del Brollo (FI)

Pubblico molto volentieri l’albero monumentale di oggi, non solo perché è una bella pianta e senz’altro meritevole della segnalazione, ma anche perché questo esemplare di libocedro si trova in località Brollo, in provincia di Firenze, e quindi molto vicino a dove abito.
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