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Perdonatemi la latente e al contempo palese (contraddizione in termini?) volgarità del titolo ma di questo si tratta: finalmente sono riuscito, sfruttando gli unici due o tre giorni di (relativo) bel tempo, a riempire il semenzaio di letame, a fare cioè il pieno di quella che è ritenuta una poco nobile sostanza che servirà da “carburante” per tenere al calduccio le nuove semine. Anche perché sembra proprio che di calduccio ce ne sia ancora un sacco di bisogno.

Appena in tempo, infatti, perché finita l’operazione ecco arrivare l’ennesima perturbazione che in questo interminabile inverno investe il nostro Paese, accanendosi proprio contro la mia regione. Colpo di coda dell’inverno lo chiamano ma sono pronto a scommettere che non sarà l’ultimo…

Comunque, come dicevo, il semenzaio è pieno e pronto per essere usato, basta aspettare solo il tempo necessario perché sviluppi il calore e si può partire con le semine.
Come l’anno scorso devo innanzitutto ringraziare Alessio e la sua pazianza senza il quale l’operazione non avrebbe avuto luogo. Primo perché, come vedete nella foto sotto, Alessio ha quasi fatto tutto lui in termini di pura fatica (che volete, sono più che altro un teorico…) e, secondo, perché senza il suo furgoncino da combattimento il letame sarebbe ancora nella sua sede d’origine.

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E qui scattano i secondi ringraziamenti, e cioè quelli per Stefano che ha fornito la “materia prima”, ovvero il letame abbarcato nel mega letamaio che vedete in foto. No, non fraintendetemi, la materia prima in questione non è prodotta direttamente da Stefano (ci mancherebbe…) ma dai suoi splendidi cavalli che sono poi i veri destinatari dei ringraziamenti e con i quali sarà facile sdebitarmi, magari con una doppia razione di carote.

Il problema maggiore quest’anno è stata l’eccessiva pioggia che ha reso il letame al limite del gestibile; per questo i tre giorni di relativa calma sono stati fondamentali nell’asciugarlo, nel renderlo lavorabile e soprattutto trasportabile. Se comunque la sua qualità si misura in base alla presenza di lombrichi al suo interno (uno dei quali visibile anche nella foto qui sotto), il letame di quest’anno è davvero al top, giudizio certificato anche dal fatto che i cinghiali sono ospiti fissi del letamaio alla ricerca proprio dei lombrichi: ottima fonte di proteine e a costo zero…

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Tornando al semenzaio, e al letame in esso contenuto, ecco alcuni consigli utili alla buona riuscita del sistema.
Per prima cosa è meglio che il letame sia di cavallo, non perché gli altri non vadano bene ma perché quest’ultimo, in termini di calore sviluppato, è senza dubbio il migliore: genera fino a 70° C e oltre e riesce a mantenere una temperatura più bassa ma costante per più di un mese. Logico che, se non lo trovate di cavallo, potete usare tranquillamente anche quello bovino comunque efficace, ma dovendo scegliere non abbiate dubbi in proposito.
Secondo elemento da tenere in considerazione è la presenza all’interno del letame della paglia che serve ad alimentare il processo che genera calore e lo prolunga nel tempo. La sua presenza non dovrebbe essere comunque un problema perché di solito la paglia è presente come lettiera nelle stalle e di conseguenza finisce nel letamaio ma nel caso fosse scarsa o assente potete aggiungerla durante i lavori di interramento.
Terzo e ultimo consiglio è quello di pressare bene il letame una volta che è all’interno del semenzaio. Questo intervento non è dettato solo dal semplice quanto logico calcolo matematico “letame più pressato = maggiore quantità di carburante” ma soprattutto dal fatto che, proprio perché pressato, il letame sviluppa più calore e lo fa per un periodo di tempo maggiore. Per compiere l’operazione non vi servirà che un’asse di legno sulla quale esercitare pressione e compattare il letame.

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Ed ecco la foto del semenzaio quasi pronto per la nuova stagione: manca solo uno strato di 10-15 cm di terriccio e si può partire con le semine, operazione che conterei di fare al più presto (anche perché tutti i coltivatori coinvolti cominciano seriamente a preoccuparsi per i tempi…), al più tardi nel prossimo fine settimana, Giove pluvio permettendo, s’intende…

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  • Ciao Gianni,
    volevo chiederti se per fare il semenzaio poteva essere usata la pollina delle mie gallinelle ovaiole. Inoltre il semenzaio può essere fatto con il fondo chiuso, ossia modello che posso anche spostare? Attendo fiducioso tuo riscontro.

  • Ciao Giorgio, la pollina è poco adatta al semenzaio perché sviluppa poco calore e per breve tempo, ti consiglio di cercare chi tiene un cavallo o un allevamento di bovini o ancora di ovini (tieni presente questo ordine per la preferenza). Non ho esperienza con semenzaio mobili ma visto che è vivamente consigliabile, per non disperdere il calore, isolarlo molto bene (e per questo interrarlo è la soluzione migliore) e, soprattutto, è fondamentale assicurargli un buon drenaggio per eliminare i liquidi, ritengo che non sia una soluzione praticabile; se te la senti però puoi sperimentare e farmi sapere poi come è andata ;-). A presto