
In questo periodo, nei campi incolti e non solo, spicca una pianta ottima in cucina e con buone proprietà medicamentose: il finocchio selvatico. Anche per rinfrescare la categoria Ricette da troppo tempo dimenticata oggi vi parlo di una ricettina semplice semplice quanto gustosa con questa preziosa pianta.
A differenza del comune finocchio dolce, quello cioè che coltiviamo nei nostri orti o compriamo dal fruttivendolo, il finocchio selvatico è una pianta erbacea perenne rizomatosa i cui fusti eretti e ramificati possono raggiungere anche i 2 metri di altezza; i fiori, che sono gialli, sono riuniti in ampie ombrelle e producono i frutti (acheni) che risultano molto aromatici. Purtroppo la sua coltivazione richiede un certo spazio e questo ne impedisce la coltivazione in vaso: va seminato in terreno fertile e ben drenato usando semi non invecchiati.
Di solito durante l’estate vengono raccolte le ombrelle quando gli acheni sono quasi maturi per poi farli essiccare all’ombra e, una volta raccolti i frutti maturi, usati per aromatizzare carni ma anche piatti di pesce e insalate oppure aggiunti a salse e condimenti vari; tra le tantissime ricette che ne prevedono un suo impiego ne cito una su tutte: la siciliana pasta con le sarde.
La ricetta che vi propongo però è diversa, non utilizza i semi maturi ma prevede l’impiego delle foglie fresche. La sua preparazione è di una semplicità disarmante ma la bontà è assicurata, a voi provare…
Si prepara così:
Infine, rubando il mestiere a Franco, vi ricordo che il finocchio selvatico ha molte qualità fitoterapiche e con decotti e tisane ottenute con foglie frutti e radici possiamo beneficiare delle sue proprietà depurative, tonico-aperitive, carminative e antispasmodiche.
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