terra-esaurita
Oggi 25 settembre 2009 è l’Earth Overshoot Day e c’è poco da stare allegri. Cos’è l’Earth Overshoot Day? Semplice: a 97 giorni dalla fine del 2009 l’umanità ha già esaurito tutte le risorse che la terra è in grado di generare nell’intero anno e da qui al 31 dicembre vivremo a debito, sfruttando le risorse degli anni a venire, mangiandoci letteralmente il domani, il futuro.
Questa data segna dunque, brutalmente, lo spartiacque tra sostenibilità e disastro e ogni anno anticipa inesorabilmente la sua comparsa. Nel 1961 l’umanità usava la metà delle risorse a disposizione poi, anno dopo anno, ha cominciato a consumarne sempre di più fino ad arrivare al 1986 quando le risorse sono terminate nell’anno corrente, anche se l’Earth Overshoot Day è caduto il 31 dicembre di quell’anno. Da allora la data ha sempre anticipato il suo arrivo così nel 1995 è comparsa il 21 novembre, nel 2005 il 2 ottobre e l’anno scorso il 23 settembre. All’apparenza sembrerebbe che, rispetto al 2008, ci sia stato un leggero miglioramento visto che quest’anno l’Earth Overshoot Day è arrivato il 25 settembre e cioè con due giorni di ritardo. Ma attenzione, solo all’apparenza, perché quello appena trascorso è stato il peggiore (per ora…) anno della crisi economica più grave dal 1929 a questa parte e se lo sfruttamento minore delle risorse (dovuto al crack delle banche, ai milioni di disoccupati, all’emorragia di credito, alla contrazione dei consumi ecc.) ha sortito come risultato lo slittamento di soli due giorni dell’Earth Overshoot Day allora significa che è il sistema che è sbagliato e ha bisogno di essere profondamente ripensato. E questa, si badi bene, non è ideologia ma semplice realtà: se per esempio tutta la Terra mantenesse il tenore di vita di noi italiani per soddisfarlo occorrerebbero ogni anno 2 pianeti come la terra. E c’è da aggiungere che il nostro italico stile di vita non è neanche il peggiore perché, sempre per esempio, se tutta l’umanità mantenesse il tenore di vita americano servirebbero quasi 5 pianeti per soddisfarlo, 3,4 con quello del Canada, 2,6 con quello britannico e 2,4 con quello nipponico.
Chi snocciola questi dati e decide quando cade l’Earth Overshoot Day è il Global Footprint Network, un’organizzazione no-profit che ha come scopo principale quello di calcolare con la maggiore precisione possibile l’impronta ecologica globale, ovvero l’impatto che l’umanità ha nei confronti della Natura e delle sue risorse. Con complesse equazioni che prendono in esame il consumo delle risorse del pianeta (terreni coltivati, pascoli, deforestazione, pesca ecc.), in rapporto alla “biocapacità globale”, ovvero alle risorse che gli ecosistemi riescono a generare e alla loro capacità di assorbire i rifiuti e l’inquinamento, il Global Footprint Network riesce con buona approssimazione a dedurre la nostra impronta biologica e a posizionare la data dell’Earth Overshoot Day nel calendario.
A questo punto, detto dell’evento, di come si determina e di chi lo fa per noi, sarebbe giunto il momento delle possibili soluzioni ma onestamente non so se ci sono, se sono efficaci e/o suffcienti (del resto questo è solo un semplice blog…) anche se di una cosa sono sicuro: se esistono passano sicuramente da noi, dalla gente comune, dal nostro stile di vita, dalle nostre abitudini, dai nostri consumi, dalla nostra responsabilità, perché temo che ad aspettare epocali decisioni dai piani alti (vedremo se Copenaghen sarà il solito nulla di fatto) si faccia davvero troppo tardi e che sia necessario rimboccarsi le maniche e cominciare dal basso, diventando piano piano consumatori più consapevoli e maggiormente rispettosi del sistema che ci ospita. Utopico quanto si vuole ma temo che non sia più il caso di buttarsi dietro le spalle tematiche del genere e che sia giunto il momento di provare a cambiare. In che modo? si accettano suggerimenti…

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