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Non servirà purtroppo a molto, almeno da un punto di vista pratico, ma Copenhagen ha l’indubbio merito di approfondire temi come il riscaldamento globale e i cambiamenti cliamtici che, nonostante siano da anni tra gli argomenti più dibattuti, sembrano alla fine non sortire particolari allarmi nella maggior parte delle gente, visto che tutti, più o meno, continuiamo a vivere seguendo il nostro fantastico e insostenibile stile di vita. Eppure i dati che girano sono piuttosto inquietanti: restando alla sola Italia si scopre per esempio che la temperatura media nel nostro paese è cresciuta, nell’arco di un secolo, di ben 1,3 gradi centigradi; ma il peggio è che l’ormai certo riscaldamento globale sta subendo negli ultimi anni un’accelerazione che non ha riscontri nella recente storia del pianeta. Basta osservare l’elenco degli anni più caldi da due secoli a questa parte per rendersene conto: 2003, 2001, 2007, 1994, 2009, 2000, 2008, 1990, 1998 e 1997. Fanno sei annate di questo decennio e le restanti degli anni ’90. Non male.
Se, come me, avvertite una “remota” sensazione di pericolo e ritenete che sia giunto il momento per (tentare di) fare qualcosa “dal basso”, senza aspettare le decisioni “dall’alto” (che hanno, si sa, i loro tempi …), vi potrebbe tornare utile sapere che oggi, 10 dicembre 2009, si festeggia per la prima volta il Terra Madre Day.
Con il motto “festeggiamo mangiando locale” Terra Madre Day vuole essere “una delle più grandi manifestazioni globali per celebrare il consumo locale e la sostenibilità del cibo.” Prolungamento ideale di Terra Madre e organizzata da Slow Food nel giorno del suo 20° compleanno, la giornata ha come obiettivo principale quello di favorire il diffondersi del cibo locale, quello legato al territorio e alle tradizioni e per questo molto più ecosostenibile, perché, e sono parole di Carlo Petrini (presidente di Slow Food), “Una rivoluzione globale può nascere soltanto da radici locali e le nostre comunità, con le loro iniziative, possono rafforzare il movimento di opposizione alle aberrazioni dell’industria agroalimentare, promuovendo un cibo più sano.” Per capire l’importanza di questo tipo di consumo in chiave climatica, basta un dato su tutti: la movimentazione e il trasporto del cibo valgono, a livello globale, il 12% delle intere emissioni di CO2, quel che si dice una bella fetta.
Il Terra Madre Day interessa più di 150 Paesi e coinvolge oltre 100.000 tra agricoltori, produttori, cuochi, studenti e consumatori: qui trovate la chilometrica lista degli eventi europei (992 in tutto il mondo al momento di scrivere) nella quale scegliere tra i tantissimi appuntamenti che si svolgono in Italia.
Buono, salutare, sostenibile: prendeteci l’abitudine, fin da subito.