sabbia
Ok, la foto è un po’ esagerata, nessuno (almeno credo…) coltiva ortaggi o altro nella sabbia pura, ma dopo aver visto come migliorare la struttura di terreni compatti è giusto affrontare anche il problema opposto suggerito dall’immagine, ovvero come correggere i terreni eccessivamente sciolti.

I terreni cosiddetti sciolti sono costituiti prevalentemente da particelle definite a grana grossa; non immaginatevi chissà che: per grana grossa, scheletro a parte (diametro superiore ai 2 mm), s’intendono diametri che vanno da 2 a 0,2 mm della sabbia grossa a 0,2 a 0,02 mm della sabbia fine. Misure piccolissime che sono però in grado di caratterizzare la granulometria di un terreno e condizionarne le proprietà fisiche, anche in negativo.
Forse meno comune di quello definito compatto, un terreno sciolto presenta infatti i suoi bei difetti. Per primo, la scarsa adesione non lo rende adatto a mantenere forme di lavorazione, come i solchi e le aiuole, indispensabili per la coltivazione e, anche se si riesce comunque a lavorarlo in qualche modo, sarà sufficiente poca acqua per farlo di nuovo disgregare. Poi l’alto grado di permeabilità non rende questo tipo di terreno capace di ritenzione idrica: qui l’acqua scivola via veloce, non viene assorbita, e sul terreno si manifestano rapidamente i segni della siccità.
Insomma, per motivi diversi da quelli dei terreni costituiti in prevalenza da limo e argilla (detti compatti), anche quelli sabbiosi (o a grana grossa) sono problematici da coltivare. Per migliorarne la struttura ci sono comunque almeno due metodi che in portano a buoni risultati: l’aggiunta di materiali argillosi e l’aggiunta di sostanza organica.

Aggiunta di materiali argillosi
Metafora culinaria: quando in cucina facciamo l’impasto per una torta e aggiungiamo i vari ingredienti, se nel lavorarla ci accorgiamo che la pasta è troppo liquida aggiungiamo un po’ di farina o, viceversa, se è troppo densa aggiungiamo un po’ d’acqua, cioè in pratica unendo l’elemento contrario riusciamo a bilanciare l’impasto;
ebbene, un terreno, con un po’ di immaginazione (e i dovuti distinguo), può essere visto come l’impasto di una torta e, come aggiungiamo farina per addensare una pasta troppo liquida, in un terreno sciolto aggiungiamo materiali argillosi per renderlo più coeso e migliorarne la struttura. Del resto è lo stesso metodo visto per migliorare i terreni compatti, solo diametralmente opposto perché in quel caso serve, per “diluire” l’impasto, aggiungere sabbia.

Aggiunta di sostanza organica
Un metodo per migliorare un terreno compatto? semplice: aggiungere sostanza organica. Un metodo per migliorare un terreno sciolto? semplice: aggiungere sostanza organica! Sembra incredibile ma il compost, il letame, il sovescio, i residi colturali e compagnia bella sono efficaci nel migliorare la struttura sia dei terreni compatti sia di quelli sciolti. Per correggere quest’ultimi infatti si sfrutta la notevole capacità della sostanza organica di assorbire e trattenere l’acqua(pari a diverse volte il proprio peso), caratteristica che ne aumenta la coesione e l’adesione tra i vari granuli. Se poi usate il letame prendete i classici due piccioni con una fava: struttura migliore e terreno fertilizzato.
Ora che ci penso, niente male per un elemento così poco considerato…

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