Il Rosmarino, ma cosa volete di più?
Una pianta sempreverde, dai graziosi fiorellini azzurri, piuttosto rustica, che tiene lontani gli insetti, aromatica, che si può coltivare sia in terra che in vaso, dalle acclarate proprietà medicinali: ma cosa chiedere di più a una pianta?

Il Rosmarino (Rosmarinus officinalis), contrariamente alle sue caratteristiche, non è molto considerato nei manuali di giardinaggio, forse perché talmente comune nella nostra Penisola che diamo per scontate tutte le sue virtù. Spontaneo nell’area mediterranea il Rosmarino ama il pieno sole (ma cresce benissimo anche nella mezz’ombra) e i terreni sciolti e ben drenati; l’unica cosa che teme è il vento freddo e le temperature rigide prolungate ma riparato da un muro cresce tranquillamente anche al nord.
Per gli antichi greci simbolo di immortalità, fin dall’antichità il Rosmarino era conosciuto per le sue proprietà officinali. I romani usavano aromatizzarci il vino il “vino al Rosmarino” ma sembra che non lo usassero per condire i cibi. Dobbiamo arrivare al Medioevo inoltrato per avere testimonianze dirette del suo utilizzo in cucina ma da allora ad oggi lo troviamo protagonista per aromatizzare un sacco di piatti: viene usato negli arrosti, nei piatti con le patate, nelle torte salate, con il coniglio, l’agnello, il manzo, l’anatra e l’oca fino a caratterizzare gustosissime focacce. Se lo usate per la cucina vi consiglio di togliere dalla cima poche foglie per ramo piuttosto che tagliare un ramo intero: la pianta soffrirà molto meno e anzi! in quel modo viene stimolata alla crescita.
Se vivete nel centro e nel sud d’Italia non avrete problemi a coltivarlo, viceversa al nord dovrete avere qualche accortezza: o lo coltivate come già detto al riparo dietro ad un muro oppure lo potete coltivare senza particolari problemi in un vaso abbastanza ampio riempito di terriccio ricco, un po’ di sabbia e l’accortezza di drenare bene il fondo del vaso (per esempio adagiandoci qualche coccio). Va concimato 1 volta al mese con un fertilizzante liquido durante le innaffiature che saranno più frequenti nei periodi più caldi dell’estate per poi scemare verso l’inverno, ma non preoccupatevene troppo perché sopporta abbastanza bene i periodi di siccità. Rinvasatelo ogni 3 anni con nuovo terriccio e vedrete che crescerà sano e robusto immune com’è a qualsiasi malattia crittogramica; Può essere attaccato dal lepidottero Tortrix pronubana e dal coleottero Chrisolina americana, ma in genere si tratta di danni lievi e trascurabili.
Beh cos’altro aggiungere? ah! certo: ancora sulla bontà del suo profumo, per dire che scaccia la malinconia anche nelle tristi e nebbiose giornate invernali.

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