Dopo tanto tempo eccomi di nuovo qua! L’occasione me l’ha data il desiderio di Gianni di continuare a illustrare le tecniche di innesto e visto che avevo intenzione di fare qualcosa in tal senso ci siamo ritrovati e abbiamo filmato l’innesto a corona su una piccola pianta di olivo.
L’innesto a corona è detto anche innesto a sottocorteccia perché è lì che va di fatto inserita la marza ed è conosciuto da tempo tra gli olivicoltori come uno dei metodi migliori per la riproduzione delle diverse varietà di olivo da olio o da mensa ma è una tecnica che ben si presta anche per le drupacee, per gli agrumi e anche per quella operazione chiamata reinnesto delle piante adulte, ovvero quando si vuole cambiare di netto la parte aerea dell’albero.

Questo tipo di innesto va eseguito in primavera quando le piante da innestare sono ripartite e soprattutto sono “in succhio”, periodo nel quale la corteccia riesce a staccarsi bene dalla parte del tronco detta cambio. Le gemme marze però devono essere ferme e per procedere al meglio vanno prelevate in autunno e conservate in frigo fino al momento dell’innesto. Le marze devono avere almeno 2 o 3 gemme e devono essere tagliate sulla parte finale in obliquo partendo dalla parte interna per procedere verso l’esterno; una variante del taglio è detta a becco di clarino (o di flauto) e consiste in due tagli laterali che tendono a convergere verso la parte finale che va inserita nel portainnesto. Il taglio sul portainnesto stesso va effettuato longitudinalmente alla pianta dopo che questa è stata capitozzata.

In questo video viene eseguito tale tecnica su una piccola piantina di olivo in quanto sicuramente più maneggevole e pratico. Logicamente tale tipo di innesto può esser applicato anche solo alle singole branche, in special modo quando ci si trova in pieno campo con piante vecchie da ringiovanire. Come in tutti i tipi di innesto, la cosa fondamentale è che il cambio della marza e quello del portainnesto siano a perfetto contatto, e che il procedimento venga eseguito il più velocemente possibile per non disidratare le parti scoperte. Ricordatevi inoltre di utilizzare sempre attrezzi ben affilati e puliti, in modo tale da scongiurare l’insorgere di patologie. Però ora largo al video…
Ah! dimenticavo, buon bonsai a tutti!

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