Agli italiani piace bio, almeno l’agricoltura, e le oltre 45mila aziende agricole biologiche presenti nel nostro paese stanno lì a dimostrarlo, essendo la concentrazione di bio più alta di tutta Europa. Stando a quanto riporta l’analisi Coldiretti-Swg riferita al 2008, i prodotti bio hanno registrato un aumento del 23% rispetto all’anno precedente e i consumatori abituali sono circa 8 milioni. In questo contesto Primaverabio 2009 diventa l’occasione ideale per conoscere da vicino questa importante e virtuosa realtà della nostra agricoltura.
Fino al 17 maggio infatti è possibile visitare un po’ in tutta Italia una serie di aziende agricole biologiche che hanno aderito all’iniziativa. Oranizzata dall’AIAB, Associazione Italiana Agricoltura Biolagica, da otto anni Primaverabio permette alla gente comune di incontrare questo tipo di agricoltura per constatare con i propri occhi le metodologie e le lavorazioni tipiche del biologico. Il tema principale del 2009 è il contributo dell’agricoltura biologica per la salute dei consumatori. Per chi ancora ignorasse la verità è possibile scoprire così che l’agricoltura biologica riesce a produrre frutta e verdura molto più ricche di elementi come antiossidanti e polifenoli, sostanze benefiche per il nostro organismo, riuscendo nel contempo a garantire prodotti di gran lunga più saporiti di quelli provenienti dall’agricoltura cosiddetta “tradizionale”. Senza dimenticare l’aspetto forse più importante e cioè che questo modo di coltivare la terra riesce a fare a meno di veleni come fitofarmaci e nitrati di solito normalmente impiegati nei campi. Nell’agricoltura bio poi si impiegano prevalentemente i concimi naturali come per esempio il letame, preferito ai concimi chimici, scelta in grado di risparmiare al pianeta un bel po’ di inquinamento dovuto alla produzione dei fertilizzanti chimici.
Insomma, una serie di ottimi motivi per farci un salto, magari insieme ai figli per una giornata salutare e istruttiva. Per trovare l’azienda più vicina sul sito dell’iniziativa trovate tutte quelle che partecipano all’evento, divise regione per regione.
Foto di carlotardani

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