Ciliege, mentre le gustiamo ci depurano e aiutano il cuore
Finalmente arriva sui banconi dei mercati il frutto, a parer mio, più saporito dell’anno: la ciliegia. È il momento dunque di mangiarle in abbondanza, perché oltre al fatto che sono gustose, sono anche ricche di sostanze nutrienti e curative. La ciliegia è il frutto del ciliegio (Prunus avium) appartenente alla famiglia delle Rosacee, nota per alcune piante impiegate in fitoterapia, tipo la rosa canina, la spirea ulmaria, il biancospino etc. Il merito di tante virtù terapeutiche è la presenza di elementi come fibre, potassio, calcio, fosforo, vitamine, tannini e zuccheri ma in una forma (fruttosio) adatta anche e soprattutto agli obesi e ai diabetici. Ci sono poi i flavonoidi (utili contro i radicali liberi) cui fanno parte gli antociani, sostanze che praticamente rappresentano una “aspirina naturale”, che aiutano l’organismo a combattere le malattie cardiovascolari.

Proprio come l‘acido acetilsalicilico, se inserito nella dieta alimentare questo frutto può combattere gli attacchi di cuore e le altre malattie cardiocircolatorie. Il merito è tutto degli antociani, pigmenti idrosolubili che conferiscono alla ciliegia il suo tipico colore rosso-violetto. Altra caratteristica delle ciliege è quella di possedere anche grandi quantità di tannini (gli stessi contenuti nel vino), i quali hanno la tendenza all’inibizione degli enzimi digestivi, hanno un effetto antiossidante e possono salvaguardare le nostre coronarie. In effetti nella tabella ORAC la ciliegia è abbastanza considerata, dato che è un frutto molto ricco di flavonoidi, agenti dotati di potenti attività antiossidanti, come gli antociani e la quercetina, nonché di  acido malico e di numerose sostanze che svolgono una importante azione depurativa e diuretica. L’alto contenuto di fibre le rende particolarmente indicate nella stipsi nonché nelle diete dimagranti, dato che contiene poche calorie (38 per 100 grammi), molta acqua e gli zuccheri sotto forma di fruttosio, le rende adatte anche agli obesi e ai diabetici. Inoltre l’acido malico favorisce la digestione degli zuccheri e l’attività del fegato. La sua polpa rivitalizza la pelle del viso e si può usare sotto forma di maschera. Interessante è la così detta “cura della ciliegia” (per un giorno mangiare solo ciliegie) che dovrebbe mitigare i dolori articolari dovuti ad un eccesso di acido urico (gotta), e depurare l’organismo. Ma non viene usato solo il frutto, in fitoterapia la corteccia del ciliegio è conosciuta per le sue proprietà febbrifughe e antigotta, mentre i peduncoli, fatti essiccare, vengono usati come decotto contro l’artrite, i calcoli e la cistite.
Mi raccomando quando acquistate le ciliegie, controllate che non ci siano tracce di muffa, ammaccature o parti annerite. La buccia non deve avere macchie e screpolature e il colore deve essere brillante e uniforme; ricordate che le ciliege migliori sono quelle con la polpa soda. Per la conservazione vanno tenute in un luogo fresco (il frigo va bene), contenute dentro un sacchetto di carta e mai nella plastica perché così il sapore e le vitamine durano più a lungo. In ogni caso è sempre meglio mangiarle entro pochi giorni, sciacquandole prima sotto l’acqua corrente.
Foto di rotgas

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