Adoro i giardini in bottiglia, fin da quando ero bambino. Ricordo che da piccolo passavo ore e ore a osservare questi vasi di vetro pieni di muschio e piantine varie e li immaginavo come piccoli mondi popolati da strane creature che io a un certo punto, per il bene dell’umanità, invadevo con ogni sorta di giocattolo, dai soldatini, alle macchinine, ai pezzi di Lego. Suscitando ovviamente le reazioni stizzite dei legittimi proprietari e subendone le poco piacevoli conseguenze. Altri tempi e altri giochi. Nel frattempo sono cresciuto ma la passione per i giardini in bottiglia è rimasta inalterata tanto che, riesumato dalle oscure profondità della mia cantina un vaso di vetro troppo perfetto per essere vero, mi è venuta la voglia irrefrenabile di riempirlo di piantine. Solo che mi sono fatto “leggermente” prendere la mano e, con la scusa di regalarli per Natale, ho riempito la casa di “piccoli mondi”.

Praticamente ogni oggetto di vetro che ho incontrato lungo il mio percorso ha suscitato in me sempre la solita domanda: “e qui come ci staranno le piantine?” Così, oltre a questa specie di piccola damigiana che se non fosse troppo ingombrante sarebbe l’ideale anche per la mia casa, mi sono sfogato riciclando un piccolo vaso che conteneva un’insulsa pianta finta (sic!) e la più classica delle vaschette per i pesci, quella per intenderci a forma sferica che ospita di solito il mitico pesciolino rosso (forse la miglior soluzione per piante ospitate e ingombro reale); in ogni caso i contenitori scelti hanno tutti in comune un collo molto largo che facilita di molto le operazioni e permette di operare con le mani, a differenza dei vasi con il foro piccolo che costringono a usare altre tecniche che, se il tempo lo permetterà, vedremo magari in un prossimo post.

Realizzare un giardino in bottiglia è un’operazione di per sé piuttosto semplice. Quello che serve, oltre a un vaso adatto (non vanno bene per esempio i vetri colorati che non fanno passare tutte le radiazioni dello spettro luminoso), è il materiale giusto, a cominciare dalle piante, che devono avere due caratteristiche fondamentali: la crescita lenta e un’esigenza colturale di alta umidità ambientale. La crescita lenta è fondamentale per il limitato spazio a disposizione delle piante per espandersi, mentre crescere bene con una buona percentuale di umidità è un requisito fondamentale per prosperare all’interno di un contenitore capace di ricreare e mantenere un microclima così caratterizzato; del resto i giardini in bottiglia vengono spesso realizzati proprio per permettere alle piante, come per esempio le felci, di ritrovare quelle condizioni ideali di crescita che altrimenti sarebbero impossibili da ricreare nell’appartamento. Le piante adatte alla bisogna sono diverse varietà di Fittonia e di Pepperomia, la Selaginella martensii, le edere e le Saintpaulia nane, l’Hypoestes, la Capelvanere, l’Asplenium, la Nertera e molte altre ancora, ma nel dubbio basterà farsi consigliare dal proprio vivaista di fiducia per non commettere errori.
Il resto del materiale consiste in:

  • argilla espansa, utile per il drenaggio;
  • un po’ di cenere di legna, che serve a controbilanciare il pH del terreno all’interno del giardino in bottiglia che alla lunga tende ad acidificare;
  • da una miscela composta per metà da terriccio universale e per metà da torba;
  • muschio.

A proposito di quest’ultimo è bene spendre due parole in più, derivate a suo tempo dalla giusta domanda di una lettrice. Mi sono informato e ho scoperto che la raccolta del muschio in Italia è regolamentata a livello regionale: se è possibile raccoglierlo e in che quantità è deciso dalle varie Regioni (per esempio in Toscana è possibile raccoglierne fino a mezzo chilo al giorno), quindi per prima cosa sarà opportuno informarsi delle leggi in vigore per non incorrere in sanzioni e soprattutto per non danneggiare l’ambiente.

Una volta che si ha tutto il materiale a disposizione è possibile iniziare distribuendo 2 o 3 cm di argilla espansa sulla base del contenitore, aggiungendo qualche pezzo di cenere di legna e 7 o 8 cm della miscela di terriccio e torba. Le quantità indicate sono logicamente variabili e dipendono dalle dimensioni del vaso e delle piante stesse ma con un po’ di prove sarà facile trovare le giuste misure. Con una mano (o aiutandosi con un cucchiaio) si scavano le buche che ospiteranno le piante che, una volta liberate dal pane di terra in eccesso, andranno piazzate facendo attenzione a mantenere un minimo di 3 cm di distanza tra pianta e pianta e tra queste e il bordo del vaso, per garantire loro un minimo di spazio vitale. Una volta messe a dimora pressate delicatamente le piante e ricoprite lo spazio scoperto con il muschio. Una volta terminata l’operazione occorre bagnare bene il tutto cercando di far calare l’acqua dalla parete interna del contenitore, cosa che si ottiene con facilità versando lentamente il liquido sul bordo dell’imboccatura. La quantità giusta di acqua da utilizzare è un attimo più complicato da trovare: il terriccio dovrà essere umido ma non fradicio e converrà procedere a piccole dosi controllando dopo un po’ di tempo il risultato ottenuto e, se è il caso, aggiungendo altra acqua.

A questo punto il nostro giardino in bottiglia è pronto, non resta che da decidere se deve essere tappato oppure no (con il tappo serve meno acqua ma una volta chiuso il contenitore tende con più facilità ad appannarsi) e il luogo migliore dove piazzarlo, che dovrà essere luminoso ma non esposto alla luce diretta del sole.

In conclusione i giardini in bottiglia rappresentano una valida opzione per creare un angolo di verde in casa, sono bellissimi oggetti da arredamento e possono tornare utili, a ridosso delle festività, come alternativa ai soliti regali di tutti gli anni. Oppure, per chi vive in città, possono rappresentare spesso l’unico modo, se pur minuscolo, per avere un giardino tutto per sé.
;-)

  • prima di tutto complimenti per il post!
    secondo grazie della dritta sul muschio!
    terzo…corro a creare il mio giardino in bottiglia!!!!!!!
    ^_^

  • Grazie luby, tra l’altro sai da chi è nata la dritta sul muschio… crealo pure ma aspetta di vedere la variante natalizia, veramente troppo bella…

  • C1801laura

    Vi ho scoperto oggi: meraviglioso!!!

  • Potrei sapere come mai annaffi sul bordo? inoltre ogni quanto va annafiato questo ecosistema? grazie mille e complimenti