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Riassunto della situazione: Silvano Dalla Libera, imprenditore agricolo friulano e vicepresidente di Futuragra, ha chiesto l’autorizzazione per coltivare mais geneticamente modificato in Italia al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e, non ricevendo risposta, ha allora chiesto al Tribunale amministrativo regionale (T.A.R.) e poi al Consiglio di Stato che ha infine emesso una sentenza che sancisce la legittimità di coltivare OGM a patto che siano varietà approvate dall’Unione Europea.
Vediamo le reazioni a questa decisione.

Da un lato, il gruppo di imprenditori di Futuragra, esulta per la sentenza.
In una conferenza stampa tenutasi ieri Dalla Libera ha detto: “La sentenza è inappellabile. Non ci sono più scuse per bloccare l’esercizio di un diritto che mi è stato riconosciuto dal più alto organo della giustizia amministrativa del nostro Paese. Insieme a me ci sono già decine di agricoltori che in questi giorni mi hanno espresso la loro solidarietà e la loro ferma intenzione di seminare in aprile”.
L’esultanza dei maiscoltori è spiegata dal fatto che, in una situazione di crisi dell’agricoltura senza precedenti, circa un terzo delle colture di mais in Italia sono a rischio di attacco di un parassita chiamato piralide al quale sono resistenti le piante OGM. In più, ricordava sempre ieri nel tg regionale un coltivatore favorevole, già il 90% della soia importata è geneticamente modificata, quindi… Alla Coldiretti che chiede un referendum tra gli agricoltori ricordano infine che quest’ultimi hanno già risposto a una ricerca di Demoskopea risalente al marzo’09 dalla quale emerge che il 53% dei maiscoltori del Veneto e del Friuli era già allora favorevole alla coltivazione di OGM.

Dall’altro lato, il primo a criticare la decisione è proprio il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia. In un comunicato del primo febbraio il Ministro dichiara che “Rispettiamo la sentenza del Consiglio di Stato, ma ricorreremo in tutte le sedi. Faremo opposizione anche perché siamo convinti di rappresentare fino in fondo il volere dei cittadini. E tre cittadini su quattro, in Italia, non vogliono gli OGM.” Ricordando poi che, osservando le esperienze all’estero, non corrisponde alla realtà l’equazione OGM = maggiori guadagni per l’agricoltura e che l’Italia, con i suoi 4500 prodotti tipici, è “culla della biodiversità, del mangiar bene, della storia, dell’identità dei territori, non può rimuovere questi valori.”
Sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Ferrante, responsabile Agricoltura di Legambiente, che dichiara: “Appellarsi alla libertà è in questo caso quanto mai ridicolo dal momento che la possibilità di coltivare piante geneticamente modificate cozza senza alternative con la libera scelta della maggioranza degli agricoltori italiani che invece puntano su qualità, biologico e tipicità.”
Infine, sempre dalla parte dei detrattori, riporto tre notizie tratte da Blogeko sulle conseguenze degli OGM: Topi nutriti con mais Ogm approvato in Europa per il consumo umano subiscono danni alla salute, Le colture geneticamente modificate usano il 26% di pesticidi in più rispetto a quelle convenzionali e Ogm, i geni modificati passano da una specie all’altra.

Questa è, a grandissimi tratti, la situazione attuale. Nell’attesa dei prossimi risvolti, voi come la pensate?
Foto di fturmog