Solanum torvum, un'altra (ottima) esperienza di un lettore
Grazie al meccanismo virtuoso (di cui questo blog è solo il tramite) che si è instaurato grazie ai noti esperti del settore  la coltivazione del Solanum torvum si sta via via diffondendo tra i coltivatori amatoriali un po’ in tutta la Penisola. Dopo le esperienze di Giuseppe Pergolizzi e di Antonio Carrisi l’altro giorno ho ricevuto alcune foto da parte di un altro lettore, Vincenzo Messana, che, dopo aver ricevuto i semi di questa pianta ormai famosa, ha potuto coltivare prima e innestare poi alcune piante di S. torvum con dei risultati, come è possibile vedere dall’esaustiva galleria fotografica, davvero eccelsi. Ma lascio volentieri spazio a Vincenzo, non prima però di essermi complimentato con lui per l’ottima riuscita e soprattutto per il metodo di coltivazione adottato (si veda per esempio l’impianto di irrigazione).

Per quanto riguarda la mia esperienza, ho piantato i semi che mi avevi mandato e inoltre ho ricevuto dal signor Marino tre piantine che mi ha fatto avere tramite le mie figlie che si trovavano a Palermo.
Dopo un anno le piantine sono cresciute e quest’anno in primavera ho comprato al vivaio delle piantine di melanzane e pomodori e ho fatto gli innesti a corona. Il risultato si vede dalle foto.
Per far crescere le piante più rigogliose e robuste non bisogna tagliare le foglie, ma soltanto i germogli accanto alle foglie: in questo modo si trova una maggiore superficie a disposizione per la fotosintesi e quindi per la crescita.
Appena le piante hanno raggiunto l’altezza desiderata ho effettuato l’innesto a corona.
Ho notato che in una pianta, facendo l’incisione e mettendo dentro la corteccia la piantina e lasciando le foglie dell’apice, l’innesto è attecchito più velocemente. Una volta attecchito ho tagliato l’apice. La foto 06 ritrae la pianta su cui ho praticato questo tipo di innesto.
Cordiali Saluti,
Vincenzo.

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