Cetriolo killer, germogli assassini, verdura omicida… e intanto che la psicosi monta l’agricoltura va ko

Fette di cetriolo
Prima scena: sabato mattina il fruttivendolo ambulante che compie il suo abituale giro nella mia zona giunge dalle mie parti e si ferma come ogni settimana per vendere frutta e verdura, molta prodotta in proprio. La gente, più o meno la solita di sempre, si avvicina e compra apparentemente come le altre volte ma appena arriva il mio turno scopro che non è proprio così. Mentre mi prepara quel che leggo dall’elenco della spesa, domando incuriosito se la vicenda delle intossicazioni da Escherichia coli in Germania ha influito sulle sue vendite: “no, ancora non ho notato niente di particolare, tranne che per quelli lì” e mi mostra una cassetta colma di cetrioli provenienti dal suo campo, cetrioli che una settimana fa andavano letteralmente a ruba e che dopo poche soste andavano esauriti; sabato erano ancora lì, del tutto invenduti e quasi sicuramente riportati tutti alla base.

Seconda scena: sempre sabato ma di pomeriggio. Nuovo fruttivendolo, questa volta però di quelli “fissi”, ovvero munito di negozio. Faccio anche a lui la stessa domanda e anche lui mi risponde che non ha notato grossi cali di vendita, “tranne per quelli lì…”
In un incredibile sforzo deduttivo, provate a indovinare cosa intendeva per “quelli lì”… Dopo il “Continua” la soluzione.

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Nuova invasione di alghe in Bretagna, sott’accusa agricoltura e allevamenti intensivi

Nuova invasione di alghe in Bretagna, sott'accusa agricoltura e allevamenti intensivi
Di nuovo le alghe protagoniste della cronaca, ma questa volta in senso negativo. Se la scorsa settimana infatti avevo commentato positivamente gli investimenti del governo statunitense nella ricerca di biocarburanti ottenuti dalle alghe, è una notizia di questi giorni la nuova e grave invasione di alghe verdi che sta colpendo alcune spiagge della Bretagna in Francia, talmente grave da costringere alla chiusura delle zone interessate per permettere la raccolta delle piante in putrefazione. Perché lasciarle sulla spiaggia sarebbe molto pericoloso.
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Olio nuovo 2009, tra premi, luci e inquietanti ombre

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Finalmente amici e conoscenti stanno portando, dopo la raccolta delle olive, i primi assaggi dell’olio “nuovo”, l’extravergine della spremitura 2009 e, almeno dalle mie parti, la qualità è davvero ottima come del resto in tutta Italia, nazione leader per qualità (assieme alla Spagna) nella produzione di questo incredibile prodotto.

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Trattori su Roma, Florablog solidale con gli agricoltori

trattori-su-roma
Nel silenzio quasi totale dei media, e quindi nell’indifferenza generale (a parte i romani che ieri, tra Fao e proteste varie, hanno visto il traffico della Capitale andare completamente in tilt), centinaia e centinaia di agricoltori provenienti da tutta Italia stanno manifestando a Roma per chiedere al Governo un aiuto concreto per contrastare la gravissima crisi che sta colpendo il settore.
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È solo un’impressione o l’agricoltura in Italia sta davvero morendo?

morte-agricoltura
Viviamo in tempi confusi, almeno per quanto riguarda l’informazione. Da un lato, grazie all’incredibile numero di news quotidiane proveniente dai vari media, è possibile farsi un’idea, più o meno completa, di come vanno realmente le cose; dall’altro, la stessa miriade di dati rischia però di creare, nel cittadino moderno, una certa equiparazione tra le varie notizie che si confondono, a prescindere dalla loro importanza, le une con le altre e che si perdono nell’oceano di informazioni in un meccanismo che può portare a una sorta di assuefazione alla gravità dei fatti e soprattutto a far perdere di vista il quadro d’insieme.
Prendete per esempio la notizia pubblicata ieri dalla Confederazione Italiana Agricoltori: Annata agraria 2009: crolla la produzione, costi alle stelle, prezzi sui campi in picchiata, meno investimenti e redditi tagliati. E per le imprese c’è rischio di chiusura. Messa lì, nel flusso di news quotidiano, questa grave notizia diventa una notizia come le altre ma se la inquadriamo nel giusto contesto e le affianchiamo altre notizie simili la situazione cambia drasticamente. Per sperimentare la cosa, sempre restando sull’argomento, basterà scrivere su un motore di ricerca a caso la parola “agricoltura” seguita da “crisi”, “prezzi”, “produzione”, “euro” e altre keywords del genere per ottenere come risultato le notizie degli ultimi mesi simili a quelle che riporto di seguito e farsi così un’idea dell’estrema gravità in cui versa l’agricoltura nel nostro paese. Perché, parafrasando Umberto Eco, “due allarmi non spaventano, 100 allarmi terrorizzano“.
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