Semenzaio a letto caldo, preparativi per la nuova stagione

semenzaio-2010-01
In barba alle previsioni meteo che parlano di un marzo freddo, ho cominciato i preparativi per riattivare il semenzaio a letto caldo che ho costruito un anno fa. Del resto la meteorologia studia quel che si definisce un sistema caotico (l’atmosfera, appunto) e i risultati che ottiene in termini di previsioni sono poco attendibili già dopo 48 ore, figuriamoci dopo un mese…
In realtà scrivo così per farmi coraggio perché è ovvio che dopo queste mie “ultime parole famose” ci ritroveremo a entrare in primavera con temperature glaciali ma tant’è, ho dato il via ai lavori e chi vivrà vedrà, spero almeno che il calore sprigionato dal letame sia sufficiente a far sopravvivere le malcapitate piante.
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Semenzaio superproduttivo, al via l’operazione “adotta un pomodoro”

Semenzaio superproduttivo, al via l\'operazione \
Sono passati ormai due mesi e mezzo dalle prime semine nel semenzaio a letto caldo e il bilancio non si può che definire più che positivo. Pure troppo.
Con la sola eccezione delle melanzane, il cui seme era forse troppo vecchio, tutte le piante sono nate in abbondanza: cocomeri, meloni e peperoncini non hanno avuto problemi e sono stati ben stimati nel numero mentre basilico, cetrioli e zucchine sono stati seminati più volte per far fronte alle richieste dei coltivatori di zona. Quella che mi è completamente sfuggita di mano però è la semina dei pomodori. Tradito dalla fertilità dei semi, ampiamente sottovalutata, mi sono ritrovato il semenzaio invaso da Ciliegini, Cuore di Bue, Romanelli e altre varietà di pomodoro con il risultato di dover piazzare qualche centinaio di piante, ben oltre la richiesta degli amici orticoltori.
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Maggio, i lavori nell’orto

Maggio, i lavori nell\'orto
La situazione nella mia zona è più o meno questa: ormai da mesi, quando non piove per l’intera settimana, il poco sole che spunta tra una perturbazione e l’altra non riesce a far asciugare il terreno, condizione necessaria per poter piantare ortaggi, costringendo chi fa l’orto a rinviare continuamente l’inizio del periodo di maggiore attività. Con conseguenti, almeno dalle mie parti, imprecazioni contro Giove Pluvio (e dintorni…) da Guinness dei primati. Non che sia andata meglio a quei pochi che sono riusciti a mettere a dimora qualche pianta: l’altro ieri una forte grandinata ha danneggiato seriamente pomodori, melanzane e zucchine non protetti compromettendo il lavoro fin qui fatto.
Il periodo piovoso insomma, par di capire più o meno così in tutta Italia, mette i bastoni tra le ruote al povero orticoltore, costringendolo a lavori svolti a singhiozzo, affrettati, spesso inutili. Eppure in questo mese da fare non manca di certo.
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Marzo, l’orto e il semenzaio

Marzo, l\'orto e il semenzaio
Quello che vedete nella foto (e nella galleria in fondo al post) è come si presentava l’altro ieri il mio semenzaio. Devo dire che per il momento sono molto soddisfatto dell’esperienza perché il letto caldo funziona che è una meraviglia: ieri sera, col freddo che faceva, la copertura di policarbonato era per buona parte ricoperta di condensa, segno evidente che là sotto le piantine se ne stavano tranquille al calduccio. A proposito di piantine, dopo una decina di giorni dalla semina sono apparsi i primi germogli, per la precisione di cetrioli, veri e propri campioni di germinazione e a seguire, qualche giorno dopo, sono spuntati molti altri ortaggi: pomodori, zucchine, meloni, cocomeri, basilico e peperoni mentre ancora nessuna melanzana anche se non dispero che possano ancora farcela. Sono molto fiducioso a questo punto, visto l’ottimo funzionamento del letto caldo, di riuscire a far crescere le piante fino alla loro messa a dimora definitiva nonostante si sia nel bel mezzo di un ritorno del freddo che potrebbe seriamente pregiudicare il tutto.
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Video, costruire un semenzaio a letto caldo


(Nota: se guardate il video ricordatevi di attivare i sottotitoli)
Mi è sempre piaciuta l’idea di ricreare, nell’orto, il ciclo completo delle piante, ottenenere cioè gli ortaggi direttamente dal seme per poi, una volta coltivati, ricavare da loro i semi per l’anno successivo realizzando quello che si dice da “seme a seme”. Tutto ciò si può fare solo se si è in grado di anticipare le semine assicurando ai semi stessi le condizioni ideali per poter germogliare e crescere anche nei freddi mesi di febbraio e marzo e questo è possibile solo se si semina al coperto. Un metodo efficace per ottenere l’anticipo delle semine è un metodo semplice quanto antico, conosciuto dai nonni dei nostri nonni: il semenzaio a letto caldo.
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Febbraio, i lavori nell’orto

Carta dell\'Italia giorni delle semine in base alle fasce climatiche
Non serviva certo la patetica e disgustosa caciara scatenatasi intorno alle tristi vicende di questi giorni per farsi l’idea, una volta di più, che il nostro non è un Paese normale. Del resto normale non lo è fin dalla conformazione geoclimatica (ci sarà una relazione?), visto che dalle Alpi a Lampedusa si registrano, in ogni periodo dell’anno, differenze climatiche anche molto importanti. Lungo più di mille chilomentri e stretto tra mari e monti, con la dorsale appenninica che lo percorre da cima in fondo e lo taglia di fatto in due, l’italico stivale è un concentrato di climi e microclimi tale da rendere problematico consigliare attività come la semina senza cadere in contraddizioni o inesattezze. In condizioni normali infatti, alla prudente semina di un ortaggio per esempio nella pianura padana, può corrispondere, in Sicilia, la stessa coltura già allo stadio di giovane pianta. Per questo motivo possono servire mappe come quella che vedete sopra dove, data un’area di riferimento, viene riportato l’anticipo e il posticipo delle semine in relazione alle varie regioni italiane. È vero, il clima impazzito degli ultimi tempi consiglia di non prenderla certo per oro colato (ci mancherebbe!) ma può essere comunque un’utile traccia per regolare le attività di semina in tutta Italia visto che è più o meno sovrapponibile alla cartina delle principali zone climatiche del nostro paese. Read More

Dicembre, i lavori nell’orto

Dicembre, i lavori nell\'orto
Cosa c’è da fare in questo periodo nell’orto? a dir la verità, con l’arrivo di dicembre e del freddo, non molto ma anche in questo mese le cose da fare non mancano e, oltre che per i lavori fisici, si può spendere un po’ di tempo anche per fare un bilancio della stagione e pianificare quella successiva.
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Novembre, i lavori nell’orto

Novembre, i lavori nell\'orto
La foto che vedete qui sopra mostra un orto del centro Italia ed è stata scattata il 10 novembre 2008: oltre all’immancabile cavolo nero e ad una fila di finocchi si vede in bella mostra un gruppo di piante di pomodori ancora piuttosto arzilli e soprattutto produttivi. Pomodori? 10 novembre? centro Italia?… Certo, è l’Estate di San Martino (che è oggi) ma vedere ancora i pomodori sulla pianta mi fa un certo effetto…
Visto che alle stranezze climatiche ci siamo oramai abituati (e forse questa è la cosa peggiore…), vediamo cosa c’è da fare nell’orto in questo mese.
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Ottobre, i lavori nell’orto

Ottobre, i lavori nell’ortoSiamo dentro all’autunno ormai da quasi un mese e, nonostante le piante se ne stiano accorgendo, nell’orto  possiamo ancora trovare qualche “tardizia” come pomodori, zucchini, fagioli oltre a raccogliere un discreto numero di verdure del periodo: bietole, cardi, carote, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, cicorie, finocchi, porri, rape, sedani ecc.
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Video: la semina di Solanum torvum, l’albero della melanzana


Dunque, in netto ritardo (ma visto il caldo bestiale forse ancora in tempo), provo a far nascere una decina di semi di Solanum torvum, primo passo per ottenere il fantomatico albero della melanzana che abbiamo incominciato a conoscere nei mesi scorsi. Visto che si va verso l’inverno provo con soli dieci semi per poi cercare di far crescere il grosso dei semi la prossima primavera.
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